Miglionico Calcio: una luce sullo sport a Miglionico MT


News (Giacomo Amati dalla Gazzetta del Mezzogiorno)

L'undici del tecnico Paterino ha tutte le carte in regola per "puntare all'Eccellenza". Miglionico pregusta la possibilità di fare il salto.

MIGLIONICO, 2.1.05. Mai così in alto. È soddisfacente il bilancio del calcio miglionichese a conclusione del girone d'andata del campionato di Promozione. La squadra di mister Michele Paterino occupa il sesto posto in classifica e sembra avere tutte le carte in regola per raggiungere uno dei primi tre posti utili per conquistare l'Eccellenza. Finora, il Miglionico del presidente Giuseppe Di Vincenzo ha totalizzato 23 punti, 6 in più rispetto all'anno scorso. Ecco i dati numerici: 6 sono le vittorie (2 in trasferta), 5 i pareggi, 4 le sconfitte (tutte in trasferta); con i 25 gol fatti, l'attacco miglionichese è uno dei più prolifici del torneo, 18 sono i gol subiti. Curiosità: la squadra è andata sempre in gol, sia nelle partite disputate in casa che in trasferta. Sotto il profilo del gioco, anche quando ha perso, il Miglionico non è mai stato inferiore a nessun avversario. Ha battuto sia il Lauriamercure, seconda forza del campionato, che il Satriano che occupa il quinto posto; ha pareggiato con l'Angelo Cristofaro, prima della classe, e col Marconia (terzo posto). Denota una spiccata vocazione offensiva ed esprime un calcio strutturalmente di elevata qualità per virtù tecniche di giocatori di talento, come Francesco Tataranni (un lusso per il campionato di Promozione), Vincenzo Andrulli, «l'astro nascente» del calcio locale, Giuseppe De Ceglie, il «moto perpetuo» del centrocampo, Filippo Parente e Luigi Sabatelli, rispettivamente la «freccia» e il «gladiatore» della retroguardia, il possente centravanti, Giuseppe Carrieri, il «Bobo Vieri» della squadra, e i funambolici giocolieri, Rocco Virelli e Vito Di Pede. Gli otto undicesimi della squadra sono costituiti da giocatori giovanissimi (di età compresa tra i 16 e i 18 anni); appena 3 sono i «senatori»: si tratta del «roccioso» Dino Iacovone, che in passato ha giocato anche nel Matera, in serie C 2, di Davide Sassanelli, il «faro» del centrocampo, e del «principe dell'area di rigore», e Tataranni, senza dubbio il più grande giocatore del Miglionico di tutti i tempi. L'organico è una miniera d'oro, ricca di talenti che, col passare dei giorni, non fanno altro che migliorare le loro qualità tecniche. L'undici di Paterino, denota una mentalità vincente e giocante che predilige sia la brillantezza delle trame di gioco che la sua efficacia. La squadra si avvale di schemi sincronizzati e denota duttilità tattica: sa essere imprevedibile e camaleontica, capace di cambiare pelle anche nel corso della stessa gara. Lo schieramento tattico privilegiato è il 4-4-2 che, a seconda delle diverse esigenze della partita, sa trasformarsi in 4-4-1-1 o in 3-4-3 oppure in 4-2-3-1, disorientando gli avversari che spesso finiscono al tappeto. Ovviamente, una nota di merito per i risultati conquistati dalla squadra va rivolta anche a tutto lo staff dei dirigenti, da Nino Consoli, Giovanni Pizzolla, Mimmo Grande al potente segretario generale, Michelangelo Piccinni, e al direttore generale, Dino Battilomo, che hanno fermamente creduto, anche quando le cose non andavano tanto bene, nel progetto di dare vita ad una squadra di giovanissimi che oggi vive il suo periodo d'oro. (Giacomo Amati dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 02/01/2005)

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Il tecnico ha fiducia nel talento dei singoli. L'imperativo è vincere. Così il Miglionico «fila» con l'allenatore Paterino.

MIGLIONICO, 4.1.05. Non vuole perdere mai. In fondo, potrebbe essere racchiuso in questo dato caratteriale il segreto del soddisfacente lavoro tecnico che da due anni, ormai, il tecnico Michele Paterino sta svolgendo sulla panchina del Miglionico calcio, nel campionato di Promozione. Ma i tratti distintivi che connotano la sua sapiente guida tecnica della squadra sono più di uno. Ad esempio, Paterino ha idee molto chiare: ogni squadra va costruita dalle fondamenta, con una difesa forte, un centrocampo robusto e pensante e un attacco veloce e concreto, capace di finalizzare al massimo le giocate prodotte. E il Miglionico attuale è proprio così: rispecchia pienamente questo impianto di gioco. Va detto pure che il tecnico materano crede nel talento dei singoli giocatori, ma è riuscito a trasformare i solisti in una squadra, cioè in un collettivo coeso e compatto che sa muoversi secondo meccanismi di gioco sincronici, funzionali al bene comune. In una squadra così, persino Francesco Tataranni, il genio del gol, sa mettersi al servizio di tutti i compagni. I metodi di lavoro del tecnico sono duri ma efficaci: gli allenamenti settimanali (dal martedì al venerdì), tutti serali, sono assidui e durano non meno di due ore per seduta. Ancora: il suo rapporto con tutti i giocatori dell'organico è molto bello: si basa sulla professionalità, ma è anche ricco d'amicizia, di rispetto reciproco e della disciplina del gruppo. Va considerato anche che la sua capacità di relazionarsi si estende ai componenti dello staff tecnico ed a tutti i dirigenti del sodalizio. Va sottolineata, inoltre, la sua cultura sportiva e la grande passione per il calcio che sembra essere quasi una ragione di vita: ogni partita viene preparata con molta cura, sotto ogni profilo tecnico e strategico. Infine, non va sottaciuta un'altra sua qualità di spicco: non si sente «onnipotente», sa consultare i suoi collaboratori e sa ascoltare i giocatori con cui riesce a dialogare anche fuori dal campo, evidenziando qualità tecniche ed umane che lo rendono un allenatore vincente. (Giacomo Amati dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 04/01/2005)

 

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