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www.miglionicocalcio.it  contro ogni tipo di RAZZISMO

VERGOGNA RAZZISMO: IN TUTTI GLI STADI ITALIANI UNITI CONTRO IL RAZZISMO:
STRISCIONE SUI CAMPI con scritto: «NO AL RAZZISMO». PARTITE RITARDATE DI 5 MINUTI.

Iniziativa della Federazione dopo il "caso ZORO".  Il calcio italiano è contro il razzismo e la Figc intende riaffermarlo con questa grande iniziativa di protesta che Vedrà protagonista tutto il mondo del calcio, coinvolgendo dirigenti, calciatori, allenatori e arbitri impegnati nella prossima giornata di campionato  del 4.12.2005.
La FIGC ha deciso che su tutti campi di gara - da quelli di serie A a quelli dei campionati della Lega nazionale dilettanti - le partite avranno inizio con 5' di ritardo e i giocatori delle due squadre porteranno al centro del campo uno striscione con lo slogan "NO al RAZZISMO".

 NO AL RAZZISMO

 Comunicazioni della L.N.D.

2.1 INIZIATIVA CONTRO IL RAZZISMO

La Lega Nazionale Dilettanti aderisce all’iniziativa di protesta contro il razzismo promossa dalla F.I.G.C. in occasione del prossimo turno di campionato. Su tutti i campi di gara – da quelli di serie A a quelli dei campionati della L.N.D. – le partite avranno inizio con 5 minuti di ritardo. A tale riguardo le Società sono invitate a predisporre uno striscione riportante lo slogan “NO AL RAZZISMO” (sfondo bianco e lettere nere) di m. 1x10, che i calciatori delle due squadre porteranno al centro del campo prima dell’avvio dell’incontro.

 

 IL CASO ZORO  Marc Andre ZORO:  calciatore del MESSINA  2005/2006
"Mi dispiace, non volevo essere un personaggio. Oggi però tutti ne parlano. Non è giusto che un giocatore di colore venga sempre insultato. Si torna a casa e ci si sente sporchi. Lo ribadisco: la tratta degli schiavi è finita, sono passati secoli. Serve una maggiore considerazione".

E' il commento del difensore ivoriano del Messina, Marc Andre Zoro , oggetto di insulti durante la partita al San Filippo di Messina contro l'Inter.

Zoro ha contestato platealmente gli insulti, fermando il gioco, raccogliendo il pallone con le mani e spiegando le sue ragioni all'arbitro.

Zoro si è poi convinto a riprendere il gioco, anche grazie alle parole di solidarietà ricevute da Adriano e Martins.

Gli spot contro il razzismo, ha spiegato Zoro alla Ds, "non sono serviti". "Il messaggio non è passato. Io mi sono fermato per dire basta a questa gente, non per altro. Anche nella prima giornata, contro la Lazio sono stato insultato e mi sono arrabbiato. Ma il messaggio non è passato", ha commentato il difensore. Non è stata la prima volta. Potrebbe succedere ancora.


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